Grotte del Formaggio

Zona A dell’Area Marina Protetta Plemmirio

 

Difficoltà

Basso per entrambi gli itinerari
Medio (con presenza di corrente)

Profondità Max.

20 metri (percorso verde)
28 metri (percorso rosso)

Visibilità

Buona / sufficiente
(se è presente corrente verso sud)

Interesse

♥ ♥ ♥ ♥
Alto

Video

Mappa

Descrizione

È una immersione in parete adatta a tutti i subacquei, in quanto non presenta particolari difficoltà. La conformazione delle grotte che caratterizzano questo sito, di grandi dimensioni, prive di biforcazioni e dal fondo roccioso permette infatti la loro esplorazione in totale sicurezza.

Inoltre le nostre bolle non possono arrecare alcun danno in quanto le volte delle grotte sono affioranti e risentendo quindi del moto ondoso sono quasi del tutto prive di organismi incrostanti. Tuttavia, è opportuno prestare attenzione all’eventuale presenza di corrente, che può rendere l’immersione maggiormente difficoltosa. Dal gavitello ci dirigiamo verso nord in superficie per qualche metro, fino a giungere in prossimità della falesia. Qui scendiamo su un grosso masso che risale fino a 3 m dalla superficie. Sul lato ovest, cioè quello più vicino alla falesia, si apre un tunnel che inizia da 9-10 m di profondità ci porta fino ai 18-19 m.

La volta di questo passaggio è una tavolozza di colori dovuti alla presenza di spugne, briozoi, margherite di mare; comuni sono anche crostacei, come le magnose, e i saraghi. All’uscita ci dirigiamo verso nord, tenendoci quindi sulla sinistra la parete che dai 9-10 m cade a 18-20 m. Allontanandosi dalla parete incontriamo grossi massi sparsi su di una superficie di diverse decine di metri, da una profondità di 20 m ad una di 35; qui è facile imbattersi in banchi di saraghi, corvine e qualche cernia. Ritornati nei pressi della parete possiamo osservare come si alternino punti in cui essa cade verticale ad altri in cui invece presenta una pendenza più dolce.

Dopo qualche metro ci imbattiamo in uno stretto canyon intono a 18-20 m di profondità, direzionato quasi perpendicolarmente alla linea di costa. Da qui possiamo risalire sopra il costone e quindi ritornare in direzione sud. Nella falesia, proprio sopra il canyon, si apre l’ampia apertura di una grotta con uno sviluppo orizzontale di circa 20 m. All’interno, un buco posizionato sulla volta permette l’ingresso dei raggi solari che creano suggestivi giochi di luce. Usciti dalla grotta, alla nostra destra, troviamo un piccolo corridoio e quindi un’altra grande apertura che ci conduce all’interno di una grotta assolutamente spettacolare.

È questa la cavità che dà il nome al punto di immersione. La conformazione della grotta è caratteristica: sono infatti presenti due ingressi, ma posti tra di loro con un angolo di 90°, a formare una ipotetica “L”. Da non perdere l’effetto dato dai due ingressi attraverso cui filtra una luce blu che illumina una miriade di spugne bianche che sembrano brillare di luce propria e che ricoprono quasi interamente le pareti rocciose. Alla fine del corridoio sul fondo della grotta, a 10-12 m di profondità, vi è un masso che offre riparo ad alcune corvine.

Usciti dalla grotta ci troviamo proprio di fronte al grosso masso da cui siamo partiti. Per avvicinarci al gavitello, seguiamo la falesia alla nostra destra, che cade netta fino a 9-12 m. Durante il tragitto è possibile l’incontro con salpe, occhiate, saraghi, pesci pappagallo e, con un po’ di fortuna, pesci pelagici come ricciole e leccie.

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