Lingua del Gigante Est

Zona A dell’Area Marina Protetta Plemmirio

 

Difficoltà

Medio/ Basso per entrambi gli itinerari
Medio (con presenza di corrente)

Profondità Max.

18 metri (percorso verde)
30 metri (percorso rosso)

Visibilità

Ottima
Buona

Interesse

♥ ♥ ♥ ♥
Alto

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Mappa

Descrizione

È una immersione in parete adatta a tutti i subacquei, in quanto non presenta particolari difficoltà. Tuttavia è opportuno verificare l’eventuale presenza di corrente e controllare durante l’immersione il rispetto della profondità massima pianificata poiché allontanandosi dalla parete il fondo degrada fino ad oltre i 40 metri.

Scendendo lunga la cima del gavitello arriviamo, a 18 metri di profondità, sulla sommità di un grosso masso circolare che poggia su di un fondo di 25-27 m. Questo presenta alla base numerose fessure riccamente colorate. Pochi metri a ovest vi è una enorme lingua di roccia bianca che dai 12 m cade netta ai 25 per poi degradare fino a circa 30 metri; è questa la “lingua” che dà il nome al sito di immersione. Nuotando invece in direzione est, quindi con la parete alla nostra sinistra, sorvoliamo dapprima un’ampia franata abitata da diversi grossi esemplari di cernia bruna per poi giungere nei pressi dell’ingresso maestoso di una grotta compresa tra i 24 e i 18 metri; la dimensione è tale da evocare l’immagine di un portale che si affaccia sul blu. Entrando sul lato sinistro si percorre una lunga fessura verticale profonda circa 15 metri sul cui fondo vivono, in certi periodi dell’anno, migliaia di gamberi parapandalo. La luce del Sole penetra attraverso la volta forata, generando suggestivi giochi di luce. Tali fessure permettono, inoltre, un’ agevole fuoriuscita delle nostre bolle. Ritornando verso l’uscita ci teniamo sulla sinistra per passare attraverso un’apertura illuminata dal blu elettrico dell’uscita. Subito fuori, sulla sinistra inizia una zona tra i 22 e 32 metri in cui si possono scorgere resti di anfore, segno di un antico naufragio.

A est della grotta la parete alterna zone in cui essa è perfettamente verticale ed altre in cui è ricoperta da grossi blocchi di pietra bianca che scendono fino a 35 m. Lungo queste franate è quasi certo l’incontro con grossi saraghi e cernie che nuotano all’interno dei labirinti formati dai blocchi di pietra.
Rientriamo verso il gavitello sul ciglio del gradone che dai 10-12 conduce ai 20-22 metri. Soffermandoci quindi su un grosso masso che risale dai 12 a 7 metri possiamo osservare saraghi fasciati, occhiate, salpe, pesci pappagallo, polpi e murene. qui sono molto comuni anche i nudibranchi, soprattutto quelli appartenenti ai generi Flabellina e Cratena. Lungo il percorso dell’immersione sono anche presenti tre antichi ceppi d’ancora in piombo, collocati a 24, 27 e 21 m di profondità.

Lingua del Gigante Ovest

Zona Plemmirio. Gavitello in A (parte dell’immersione in B)

Difficoltà

Medio/ Basso per entrambi gli itinerari
Medio (con presenza di corrente)

Profondità Max.

18 metri (percorso verde)
30 metri (percorso rosso)

Visibilità

Ottima
Buona

Interesse

♥ ♥ ♥
Medio

Mappa

Descrizione

È una immersione in parete adatta a tutti i subacquei, in quanto non presenta particolari difficoltà. Tuttavia è opportuno verificare l’eventuale presenza di corrente e controllare durante l’immersione il rispetto della profondità massima pianificata poiché allontanandosi dalla parete il fondo degrada fino ad oltre i 40 metri.

Scendendo lungo la cima del gavitello arriviamo su un grande masso circolare alla cui base, trai i 25 – 27 metri, vi sono numerose fessure. Ci dirigiamo, quindi, verso ovest ed aggiriamo una lunga dorsale di roccia bianca a schiena d’asino, detta “la lingua del gigante” che cade netta a 25 metri per poi degradare oltre i 30 metri. Tenendo il costone alla nostra destra, dopo qualche decina di metri, incontriamo dei grossi massi sparsi sul fondo dove possiamo incontrare cernie anche di grosse dimensioni e banchi di saraghi. In corrispondenza dei massi ci avviciniamo alla parete che a 21-22 metri presenta un lungo incavo; questo è un antico solco di battente, formatosi a causa dell’erosione dovuta al moto ondoso in un’ epoca in cui il livello del mare era molto più basso rispetto ad oggi. Qui si apre un passaggio che conduce in un catino di roccia a 17 metri, nella cui parte terminale si trova una piccola grotta.

Superato questo passaggio il costone cade netto su un fondale cosparso di piccoli massi; in corrispondenza di alcuni dei più grandi vi sono, a 20 – 22 metri, due aperture comunicanti che tramite un ampio corridoio verticale conducono al pianoro superiore del costone a 12 metri. Questo costituisce il nostro punto di ritorno che avviene lungo la parte superiore del costone a 10-12 metri in direzione est. Qui incontriamo banchi di salpe, saraghi, occhiate e curiosi pesci pappagallo. Se rivolgiamo lo sguardo verso il blu non di rado potremmo scorgere qualche pesce pelagico.

Poco prima della lingua del gigante è opportuno soffermarsi su un’ampia rientranza del costone che, trai i 12- 14 metri, presenta una lunga fessura, tana di saraghi, ed un’apertura che fa da riparo ad una cernia. Oltrepassata la lingua del gigante ci dirigiamo verso il gavitello per risalire.

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